Nel V secolo a.C. il filosofo greco Zenone di Elea formulò alcuni paradossi che mettevano in crisi l’idea di movimento: Achille non raggiungerebbe mai la tartaruga, la freccia non arriverebbe mai al bersaglio. Il paradosso nasce dal sommare infiniti termini; la sua soluzione è che una tale somma può avere valore finito. È esattamente la sostanza del concetto di limite, che i Greci intuivano (serie geometriche, metodo di esaustione) ma che ricevette linguaggio rigoroso solo con Cauchy e Weierstrass nell’Ottocento.